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Reggio Emilia

8 Marzo: Milena Bertolini in campo nelle carceri per il recupero degli uomini violenti

Due momenti formativi realizzati da Uisp all'interno del progetto "Rieducare con lo Sport"

 

 Reggio Emilia - Due donne che entrano in carcere per aiutare un gruppo di detenuti maschi ad allenare le proprie relazioni servendosi del gioco del calcio. Possibile?

È reale. Accadrà l’8 marzo all’interno di un progetto realizzato da Equipe Sportiva e UISP, vincitore del bando “Sport di tutti - Carceri” promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per lo Sport in collaborazione con Sport e Salute SpA all’interno dell’istituto penitenziario di Reggio Emilia, che si propone di “Rieducare con lo Sport” circa 250 detenuti.

Le protagoniste ingaggiate dall’ente del discobolo per un modulo formativo teorico e pratico dedicato al "gioco delle relazioni" sono Milena Bertolini, allenatrice professionista di UEFA PRO e Federica D’Astolfo, allenatrice, educatrice e formatrice.

Nel corso di due incontri di due ore rivolti a 40 detenuti maschi con un passato violento, Bertolini e D’Astolfo faranno parlare il lato relazionale della disciplina calcistica, che dà a tutti la possibilità di incanalare le proprie energie aggressive in modo consapevole e costruttivo senza dimenticare che passare la palla è un gesto tecnico che crea ponti e connessioni e che far parte di una squadra significa accogliere e dare attenzione. Un’opportunità di redenzione offerta ai detenuti del carcere con i quali gli operatori di UISP operano da quasi 30 anni con un pacchetto di ore settimanali dedicati all’attività motoria e a una serie di attività collaterali di carattere ricreativo.

Con il progetto “Rieducare con lo Sport” partito lo scorso 15 novembre, le ore e la proposta di attività sono state incrementate con l’inserimento di discipline come appunto il calcio e l’atletica leggera. Il progetto, presentato da Equipe Sportiva Srl SSD in partnership con UISP, che si occupa degli aspetti formativi, prevede 8 ore settimanali di attività motoria diversificata e percorsi formativi, uno dei quali legato alla figura dell’arbitro di calcio che verrà proposto a una trentina di detenuti. Due di loro avranno la possibilità di svolgere un tirocinio formativo all’interno del carcere.

Il percorso formativo che Uisp rivolge in particolare ai detenuti del carcere si rivolge in particolare agli uomini che hanno agito in modo violento nei confronti delle donne – spiega la direttrice di UISP Reggio Emilia Annamaria Crisalli -. Gli interventi di Milena Bertolini hanno un duplice effetto: quello di servirsi delle regole del calcio per comprendere il valore della relazione e allo stesso tempo quello di scardinare gli stereotipi di genere”.

Lo sport è un linguaggio universale e l’effetto che può avere sulle persone è notevole – commenta il direttore di Equipe Sportiva Srl SSD Giacomo Doglione -. Siamo convinti di questo e ci piace l’idea che l’esperienza del nostro sistema e la capacità dei nostri tecnici possano contribuire a dare ai detenuti l’opportunità di indagare se stessi e la relazione con l’altro attraverso il movimento”.

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