Comitato Regionale

Emilia-Romagna

La proposta sportiva Uisp per il welfare di comunità. Intervista a Vincenzo Manco

Il presidente del Comitato regionale Emilia-Romagna presenta il seminario organizzato con la Regione "Ciò che in televisione non è dato vedere". Appuntamento a Bologna il 26 marzo

La locandina del seminario 'Ciò che in televisione non è dato vedere'di Vittorio Martone


BOLOGNA - Sport a 360 gradi, da quello praticato a quello progettato, sempre nell'ottica del servizio al cittadino e per il riconoscimento dell'attività motoria come pezzo fondante del sistema del welfare. Per ribadire queste sue convinzioni la Uisp Emilia-Romagna organizza il 26 marzo il seminario "Ciò che in televisione non è dato vedere": un momento di riflessione sulle buone pratiche legate al movimento, insieme all'assessore regionale a cultura e sport Massimo Mezzetti e a diversi rappresentanti della politica e dell'amministrazione pubblica regionale. L'iniziativa, sviluppata proprio in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, sarà da questa ospitata dalle 9,30 alle 17,30 presso l'aula magna in viale Aldo Moro 30 a Bologna. A Vincenzo Manco, presidente della Uisp regionale, abbiamo chiesto a quali esigenze intende rispondere questo seminario.

"La situazione dello sport nel nostro paese è segnata da una problematicità centrale: l'interesse del governo per le politiche pubbliche sullo sport è assente. Si fatica a capire quali siano gli interlocutori per il mondo dell'associazionismo sportivo, poiché manca un ministero e lo stesso sottosegretario allo sport Rocco Crimi latita. In più si fatica a pensare che il Coni possa essere l'interlocutore per lo sviluppo dello sport di cittadinanza. Noi ci siamo chiesti se i livelli istituzionali inferiori, in primis le regioni, possano assumere un ruolo di interlocuzione per rilanciare le politiche pubbliche in tema di sport di cittadinanza e abbiamo sollecitato più assessorati e il presidente Vasco Errani facendo proposte sul ruolo dello sport di cittadinanza nelle politiche integrate".

Qual è stato l'approccio della Uisp Emilia-Romagna nell'organizzare questo appuntamento?
"Negli ultimi anni, partendo dal 'Libro bianco dello sport', abbiamo visto che grazie all'Unità sport della Commissione europea la cultura del movimento sta assumendo dentro le politiche di welfare una particolare rilevanza. Tale aspetto è acquisito e comincia ad essere consapevolezza degli amministratori; bisogna adesso far sì che la consapevolezza porti alla costruzione di politiche. La nostra idea è capire in che modo lo sport di cittadinanza possa contribuire alla riorganizzazione del welfare municipale o di prossimità, anche di fronte alla crisi economica che continua a preoccupare famiglie e cittadini. Questa dunque la linea guida del seminario: la Uisp che promuove la propria cultura dello sport di cittadinanza presentando le sue buone pratiche e i progetti già realizzati sul territorio e apre una fase di confronto con le istituzioni locali, Regione ed aziende sanitarie per capire, insieme, quale sarà il nuovo ruolo dentro una nuova visione sussidiaria del movimento sportivo e dello sport di cittadinanza nel welfare".

A quali risultati si punta e quali sono i prossimi passi di questo percorso?
"Vogliamo proporre nuove iniziative in cui gli stessi amministratori valutino e misurino i risultati ottenuti sulla base dei progetti e delle buone pratiche attivate nel tempo con la Uisp. Noi abbiamo bisogno anche di rilanciare, proprio in assenza d'interlocuzione centrale, un nuovo confronto con le regioni sulla riforma del sistema sportivo. Abbiamo bisogno di farlo pensando ad una nuova generazione legislativa che garantisca finalmente al vasto mondo dell'associazionismo sportivo pieno protagonismo nelle politiche legate al benessere individuale dei cittadini e a quello collettivo della comunità".

Scarica il programma del seminario

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