Comitato Regionale

Emilia-Romagna

Open space: un nuovo approccio alle città

Nella mattina del 13 febbraio, a Parma, la conferenza stampa di presentazione del progetto "Open Space". Rivalutare i beni comuni urbani coinvolgendo i giovani
della redazione Uisp Emilia-Romagna

PARMA - Si è svolta questa mattina, martedì 13 febbraio 2018, nella sala stampa della residenza municipale di Parma, la conferenza stampa di presentazione del progetto Uisp Nazionale "Open Space. Giovani attori di trasformazione sociale". La questione dei beni comuni, ed in particolare dei beni comuni urbani, è diventata ormai prioritaria nell'agenda politica delle amministrazioni pubbliche: sono infatti centinaia in tutta Italia i comuni che hanno approvato il "Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni" e, grazie a questi regolamenti, hanno stretto con i cittadini dei veri e propri "Patti di collaborazione" per riqualificare gli spazi pubblici, per gestire in modo condiviso immobili ed edifici inutilizzati, per mettere in moto percorsi di produzione di conoscenze che condizionino positivamente la qualità della vita di tutti. Il rapporto tra sport e beni comuni rappresenta uno dei campi d'azione su cui l'Unione Italiana SportPertutti ha deciso di investire nei prossimi anni, anche con la creazione di una specifica politica, che coniughi impiantistica sportiva e beni comuni.

Da questo impegno nasce concretamente il progetto nazionale "Open Space. Giovani attori di trasformazione sociale", finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'ambito della legge 383/2000. Il progetto, rivolto ai giovani tra i 16 e i 24 anni non occupati e non in istruzione, la cosiddetta Neet Genaration, prevede la costituzione di gruppi, chiamati crew di street sport nelle periferie di undici città italiane, indirizzate (attraverso la co-progettazione di attività sportive e di ripensamento degli spazi urbani ad uso sportivo e sociale) all'utilizzo e alla valorizzazione dello spazio pubblico, con finalità di riattivazione e rigenerazione sociale e all'aggregazione giovanile.

Nelle periferie delle città, talvolta, gli spazi cittadini non vissuti possono rischiare di diventare dei "non luoghi", causando così l'abbandono da parte dei ragazzi di questi spazi e l'opportunità di poterne usufruire in modo costruttivo e creativo. Da qui la volontà della Uisp di proporre ai giovani modalità stimolanti di valorizzazione del proprio spazio vitale, personale e pubblico, rendendoli protagonisti di questo cambiamento e del proprio progetto di futuro. Il progetto avrà una durata di 18 mesi e verrà realizzato dai Comitati Uisp dei comuni di Parma, Avellino, Crotone, Empoli (FI), Manfredonia (FG), Matera, Monterotondo (RM), Orvieto (TR), Palermo (quartiere Zen), Settimo Torinese (TO) e Verona. 

"Purtroppo a Parma, come in tante altre città d'Italia – apre il vicesindaco del Comune di Parma, con delega allo Sport Marco Bosi – ci sono alcuni luoghi fuori controllo. Cercheremo di intervenire con l'aiuto della comunità. Con questo progetto si fa un'offerta per i giovani, per costruire la Parma che vorremmo vivere. Grazie di cuore alla Uisp che insieme a tanti altri attori sta portando avanti questa iniziativa. In questo modo Uisp, oltre al suo consueto terreno di gioco, che è quello sportivo, allarga gli orizzonti con la sua offerta con il progetto Open Space, per ridare vita ai beni urbani."

"Questo progetto – prosegue l'Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra – cade in un momento storico particolare: serve a noi per mantenere altro il livello di attenzione, ma serve a tutti per farsi un esame di coscienza e prendere consapevolezza di chi siano i giovani oggi a Parma. Il tema dei giovani è un tema internazionale: i giovani sono le persone che tra qualche anno saranno gli abitanti della nostra città, e perciò porre l'attenzione su di loro adesso, vuol dire porre l'attenzione su noi stessi. Il progetto Open Space ha un significato importantissimo: apriamo la città. I giovani devono essere attori di trasformazione sociale, come dice il nome del progetto, mai più indovinato di questo. Dobbiamo dare la possibilità ai giovani di esprimersi. E dobbiamo farlo, anche mediante questo progetto, attraverso un'invasione pacifica di spazi, dove esprimere agonismo sano. I giovani hanno dentro tante emozioni. M noi adulti ne abbiamo? Il disagio giovanile è anche e soprattutto il disagio di tutti i cittadini. Mi unisco anche io ai ringraziamenti del vicesindaco al Comitato Territoriale Uisp di Parma e ai Centri Giovani coinvolti."

"Oggi – continua il Presidente del Comitato Territoriale Uisp di Parma Donato Amadei – siamo l'emblema di ciò che stiamo realizzando grazie a questo progetto: una rete. Non si riesce ad organizzare e portare avanti un progetto così ambizioso se non si fa rete con le istituzioni e con tutti gli altri protagonisti coinvolti. L'aggregazione dei giovani nei centri, ma non solo, è importante. Così come è importante anche aggregare persone che si ritrovano per passione e affinità sportiva. Vogliamo essere un vero e proprio aggregatore sociale. Nel tempo l'abbandono sportivo aumenta, e diminuisce l'età in cui i giovani praticano sport. Bene, noi vogliamo stimolare questi giovani nati nelle periferie."

"I giovani – dice il Vicepresidente Regionale di Uisp Emilia-Romagna e Resp. Nazionale politiche internazionali, Cooperazione e interculturalità Carlo Balestri – sono patrimonio della collettività. Vogliamo portarli a praticare sport anche in luoghi diversi, non convenzionali: talvolta il fatto stesso di dover praticare sport in luoghi chiusi, o delimitati come possono essere i campi da calcio, possono portare ad una ribellione. E questa ribellione scaturisce poi in un abbandono dello sport, scelto, magari, o peggio imposto, dai genitori e non frutto di una libera scelta. Gli sport come l'hip hop, o il parkour, invece, hanno matrici culturali moto forti, più forti di quello che si possa pensare. Una delle forme vincenti nello sport, come nella vita, è la mediazione: quindi il nostro obiettivo è quello di portare in un contesto positivo e pulito anche quei soggetti che non ne hanno la possibilità e che rischiano altrimenti di perdersi."

"Il nostro impegno – conclude Violetta Truden, Responsabile locale del progetto Open Space per Uisp Parma – si concentra principalmente sulla Neet Generation, ovvero i giovani tra i 16 e i 24 anni non occupati e non in istruzione. Sono un nutrito gruppo di ragazzi e ragazze che rappresentano un potenziale inespresso. Attraverso le attività che proporremo si punta a smuovere il loro potenziale, promuovendo sport mediante eventi di strada, che saranno il momento di contatto diretto con gli spazi urbani ed espressione di massima libertà. 
Ringraziamo in Comune di Parma per la concreta collaborazione dimostrara, ed i Centri Giovani per l'impegno che stanno portando avanti. Lavoreremo coi ragazzi a livello fisico-motorio e sensibilizzeremo loro sui beni comuni, attraverso appunto lo street sport, per far passare il messaggio che la strada è un bene comune. Sabato 24 febbraio a Baganzola si terrà il primo step di questo progetto, un open day in cui proveremo gli sport che fanno parte del progetto."

Il Comitato Territoriale Uisp di Parma, grazie alla fattiva collaborazione del Comune di Parma, si propone di svolgere in città le attività del progetto, coinvolgendo ragazzi e operatori dei Centri Giovani cittadini (Centro Giovani Baganzola; Casa nel Parco; Esprit; Federale; Montanara) per promuovere efficaci connessioni tra i gruppi giovanili informali già presenti in città, nonché di promuovere e avvicinare i giovani Neet alle attività motorie e sportive che proprio durante quest'età tendono sempre più ad abbandonare. L'intento è quello di coinvolgere i giovani della Neet Generation attraverso attività innovative e originali e nell'organizzazione e nella promozione delle stesse, creando l'occasione per far emergere e consolidare una rete tra le crew di street sport che si verranno a costituire intorno alle attività di Hip HopStreet Soccer, Parkour Giocoleria. Si incentiveranno momenti di ampio scambio e riflessione proattiva su temi quali la compartecipazione nel rispetto e nella rigenerazione degli spazi in quanto bene comune. Gli spazi che ospiteranno le attività diverranno luogo di progettazione, produzione culturale e creativa, crescita e trasformazione personale e sociale; si punterà infatti a favorire i processi di socializzazione, di partecipazione e di inclusione sociale, di crescita personale e di sostegno e sviluppo della creatività e dei talenti di tutti i giovani partecipanti.

 

Nella foto 1, da sinistra Violetta Truden, Donato Amadei, Marco Bosi, Michele Guerra e Carlo Balestri; nella foto 2, uno scatto di gruppo con i relatori e i rappresentanti dei 5 centri giovani che partecipano al progetto

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