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Emilia-Romagna

Dodò calciatore, a 11 anni vittima della 'ndrangheta

Il 25 maggio a Pianoro un torneo per ricordare Domenico, colpito da un proiettile vagante mentre giocava a calcetto. Accadeva dieci anni fa.

di Serena Aurelio, per Libera Emilia-Romagna

PIANORO (BO) – A undici anni Domenico, da tutti conosciuto come Dodò, è morto per sbaglio, su un campo da calcio della periferia di Crotone, vittima innocente di un regolamento di conti fra ‘ndrine. A lui è dedicata l'iniziativa "Dai un calcio alle mafie", torneo di calcio a 5 in programma sabato 25 maggio allo stadio comunale di Pianoro: una giornata di sport contro ogni forma di criminalità, organizzata dal Servizio politiche giovanili e pari opportunità dell'Unione dei Comuni di Savena e Idice. Un evento dedicato alla memoria intrecciato però con la tragica attualità, dopo il coinvolgimento della piccola Noemi nell'agguato di camorra a Napoli. Un'iniziativa tesa a ribadire con forza che la lotta alle mafie è un problema di tutti, non risolvibile pensando che "si ammazzino fra loro".

Gli organizzatori, insieme alle associazioni Libera Bologna e Uisp, hanno pensato allo sport come strumento in grado di coinvolgere le persone in maniera immediata e favorire l'impegno sociale che caratterizza l'evento. Il torneo, giunto alla sua sesta edizione e a partecipazione gratuita, vedrà affrontarsi squadre miste per età e genere. Il tutto sotto lo sguardo di Francesca e Giovanni, i genitori di Dodò, che a dieci anni dalla scomparsa del figlio hanno deciso di unirsi per la prima volta alla comunità di Pianoro, che da tempo ha dedicato al bambino questo evento sportivo.

Sarà il contesto ideale per ricordare Dodò, un bambino con la passione per il calcio e per lo studio, tanto che il 10 sulla sua maglia da calciatore si rifletteva sulla pagella. Aveva undici anni, tifava per la Juventus, il suo idolo era Alessandro Del Piero. Tanti progetti, tante speranze. Ma cosa avrebbe potuto fare da grande non si saprà mai. È morto per sbaglio, se per sbaglio si può morire, colpito da un proiettile vagante su un campo di calcetto in contrada Margherita, periferia nord di Crotone, la sera del 25 giugno 2009, mentre giocava con i suoi amici. Nonostante il colpo, il cuore di Dodò si spegne il 20 settembre 2009, dopo tre mesi da quella partita. Tre mesi di speranza, tre mesi di disperazione, tre mesi vissuti dai genitori vicino al loro "gigante buono".

Per ricordare Dodò, per ascoltare la sua storia dalla voce diretta dei suoi genitori e per dare un concreto segnale di contrasto alla mafie, la cui aggressività è particolarmente cresciuta nei tempi recenti, è importante partecipare. Le iscrizioni sono aperte e per registrare la propria squadra basterà arrivare allo stadio di via dello Sport n. 2 a Pianoro alle ore 14,30, mezz'ora prima del fischio d'inizio (ulteriori informazioni scrivendo a giovani@unionevallisavenaidice.bo.it).

Domenico è una delle tantissime vittime innocenti di mafia. Siamo tutti Dodò, siamo tutti Francesca e Giovanni. Non chiudiamo gli occhi, non spegniamo le nostre coscienze. Essere presenti all'evento è un piccolo gesto che vuol dire accogliere, ascoltare, abbracciare, tenere vivo il ricordo di tutti i bambini uccisi, perché il dolore e la rabbia colpiscono le singole famiglie così come tutta la comunità.

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