Comitato Territoriale

Reggio Emilia

Approfondimento Welfare Aziendale

QUALCHE INFORMAZIONE IN PIU’

Quando si parla di welfare aziendale s’intende una serie di benefit e prestazioni rivolti ai dipendenti e alle loro famiglie, particolarmente vantaggiosi sia per l’azienda che per il dipendente, soprattutto dal punto di vista fiscale.  

 Durante questa terribile crisi sanitaria e, inevitabilmente economica e sociale, il mondo del lavoro richiede più che mai vicinanza alle persone, ascolto delle loro esigenze differenziate, attenzione alle loro ansie e incertezze sul futuro, ecc. Il welfare aziendale è per definizione un tentativo di risposta ai bisogni dei lavoratori e può e deve avere un ruolo soprattutto in questo difficile periodo, dove la maggior parte delle persone si sono ritrovate a dover garantire il proprio servizio in una condizione più complessa in termini di stress e di conciliazione tra vita professionale e vita privata. Per queste persone, e non solo, il welfare aziendale può diventare un aiuto inaspettato da parte del datore di lavoro, una sorta di welfare “di crisi” che offre soluzioni, anche su misura, per il benessere del dipendente: dalla cura del corpo all’empowerment. Entrambi necessari a recuperare una condizione fisica ed emotiva equilibrata che permette migliori relazioni, aumenta la motivazione, la concentrazione e, conseguentemente, la resa professionale.

 Secondo il Rapporto 2020 – Welfare Index PMI presentato a settembre da Generali Italia insieme a Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato Imprese, Confprofessioni e Confcommercio, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’emergenza Coronavirus ha impresso un salto di qualità al welfare aziendale. La crisi sta cambiando la cultura di gestione dell’impresa: il 91,6% delle PMI ha infatti dichiarato di avere acquisito più consapevolezza dell’importanza centrale della salute e della sicurezza dei lavoratori. Il rapporto conferma che la PMI con un welfare più maturo hanno avuto maggiore capacità di reagire all’emergenza e sono state punto di riferimento per la comunità; sanità, sicurezza, assistenza, formazione, conciliazione vita lavoro si confermano le aree di maggiore intervento.

  

VANTAGGI PER L’AZIENDA

  • Migliora il clima aziendale • Motiva e gratifica i dipendenti • Incrementa l’affezione e la redditività • Riduce il turnover • Attrae talenti • Valorizza il marchio, migliora la reputazione, crea e rinforza i legami è materiale per uff. comunicazione e uff. stampa • Deducibilità dal reddito d’impresa • Esenzione contributiva

 

 VANTAGGI PER IL DIPENDENTE

  • Esenzione da imposte e contributi • Aumento del potere d’acquisto • Maggior conciliazione vita-lavoro • Maggior Benessere psicofisico 

 

CHI PUÒ BENEFICIARE DI UN PIANO DI WELFARE AZIENDALE?

 Lavoratori dipendenti o titolari di reddito assimilato al lavoro dipendenti e famigliari di primo grado. Destinatari di un Piano di Welfare Aziendale potranno essere o tutti i dipendenti o categorie omogenee di essi. Con categoria omogenea di dipendenti si intende non necessariamente il riferimento a dirigenti, quadri, impiegati, operai, bensì un qualsiasi gruppo di lavoratori (es. turnisti). FAMIGLIARI Art. 12 TUIR. Per familiari si intendono: coniuge non legalmente separato, figli, compresi figli naturali riconosciuti, figli adottivi, figli affidati, genitori, adottanti, generi e nuore, suocero e suocera, fratelli e sorelle.

 

La Normativa di riferimento

TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi) - DPR 22 dicembre 1986, n. 917, di cui: - Art. 51 TUIR per il dipendente (Determinazione del reddito da lavoro dipendente) - Art. 100 TUIR per l’Azienda (Oneri di utilità sociale) Legge di Stabilità 2016: Legge 28 dicembre 2015, n. 208 commi 184-190 Decreto interministeriale del 25/03/2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze Circolare Agenzia delle Entrate n. 28/E del 15 giugno 2016

Il TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi) definisce il concetto di reddito da lavoro dipendente e descrive ciò che può esserne escluso, delineando così il perimetro d’applicazione del welfare aziendale: contributi previdenziali e assistenziali, abbonamenti in palestra, corsi di formazioni, ceck-up medici, rimborso delle spese d’istruzione per i figli, trasporti casa-lavoro, fringe benefit, ecc.

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto un’importante novità, ossia che il welfare aziendale può derivare non più solo da una scelta unilaterale del datore di lavoro, ma anche da un accordo con il sindacato aziendale o territoriale. In questo contesto, il lavoratore può scegliere tra premio di produttività in denaro con tassazione agevolata al 10% o tramite beni e prestazioni di welfare, completamente detassati.

La Legge di Bilancio 2017 ha confermato la disciplina introdotta nel 2016 e ampliato sia l’importo dei premi di risultato che la popolazione aziendale coinvolta. In sintesi, le novità introdotte nel 2016 e ribadite con la manovra del 2017 sono: Individuare nuovi bisogni dei lavoratori e incentivarne la tutela Agevolare il dialogo tra l’Azienda e il Sindacato Riconoscere un ruolo attivo al lavoratore di scegliere come godere del premio di risultato, se direttamente in busta paga o se convertirlo in welfare aziendale per ricevere benefit 100% detassati.

 

TIPOLOGIE DI PIANI WELFARE

 

WELFARE DA CCNL • Il benefit annuale in  natura stabilito dal contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) è obbligatorio per l’azienda e per un ammontare definito dal CCNL stesso. Rientrano in questa categoria le aziende del settore metalmeccanico; metalmeccanico unionmeccanica/confapi; orafi, argentieri e gioiellieri; telecomunicazioni; i pubblici esercizi e il contratto collettivo provinciale industria conciaria. In questo caso il contributo welfare per il dipendente non costituisce reddito imponibile ai fini fiscali e previdenziali sino a 258.23 euro annui a dipendente e per l’azienda è un costo deducibile al 100%.

 

WELFARE ATTRAVERSO REGOLAMENTO • L’Azienda decide in autonomia destinatari, credito welfare, servizi e prestazioni in base ad obiettivi produttivi e/o organizzativi  • L’Azienda redige il regolamento e comunica ai propri dipendenti l’attivazione del Piano di Welfare preventivamente

 

WELFARE DI PRODUTTIVITÀ O PREMIO PRODUTTIVITA’ Devono sussistere: • Contratto di secondo livello con il sindacato  aziendale • Premio di produttività coerenti alle disposizioni di legge • Esplicita previsione di scelta, presente all’interno dell’accordo, da parte del lavoratore, tra premio in denaro o in welfare • Deposito del contratto collettivo in via telematica c/o Itl secondo le modalità stabilite dalla legge

 

WELFARE SENZA REGOLAMENTO VOLONTARIO • L’Azienda decide autonomamente di erogare un Piano di Welfare • L’Azienda decide autonomamente destinatari, credito welfare, servizi e prestazioni • Limite del 5 x 1000 del costo del lavoro dei servizi appartenenti a Salute, Benessere & Cultura • L’Azienda comunica ai propri dipendenti l’attivazione del Piano di Welfare

 

BENESSERE FINANZIATO Dall’8/3/2000 ogni anno vengono erogati fondi per le pari opportunità (Art,9 Comma 1 legge 53 del 8/3/2000) in ambito lavorativo. Progetti dedicati a questo tema come il doposcuola aziendale, corsi di difesa personale, benessere prenatale, ecc. rientrano nel welfare volontario

 

L’Azienda interessata a pianificare un progetto di welfare aziendale si deve porre alcune fondamentali domande sulla situazione contrattuale, prima di procedere con l’attivazione di un piano. Applichi un contratto collettivo nazionale di lavoro? Ci sono disposizioni di welfare già previste a livello nazionale (es. previdenza, assistenza sanitaria) messe in atto dall’Azienda? • Applichi un contratto di secondo livello? Contenuti? Scadenze? • Eroghi un premio di produttività ai tuoi dipendenti? Se si, come è strutturato? Conosci le agevolazioni fiscali che offre la legge e/o la possibilità di offrire ai tuoi dipendente la scelta di ricevere tutto o una parte del premio in welfare? Conosci le formalità da rispettare per il deposito del contratto alla Direzione Territoriale del Lavoro? • Sono presenti i sindacati all’interno dell’azienda? • Siete associati/vi siete mai rivolti a qualche associazione di categoria?

Analisi della popolazione aziendale e dei bisogni emergenti

Erogo già misure di welfare ai dipendenti? Di cosa si tratta? Sono riuscito a valorizzare queste azioni, comunicando ai dipendenti che si tratta di welfare? Questi servizi e prestazioni hanno riscontrato successo tra i dipendenti? Prima di erogarli è stata fatta qualche indagine?

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