Progetti

Abili per lo sport: il progetto Uisp a Firenze

Nel capoluogo toscano c'è spazio per calcio, pallavolo e fit-walking. Intervista al coordinatore locale L. Sbolci

Proseguiamo l’approfondimento sul progetto Uisp “Abili per lo sport”, che sta declinando la sua prima fase in tre città, Milano, Taranto e Firenze. Il progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - dipartimento per le Pari opportunità, si propone di migliorare la qualità della vita degli utenti dei servizi territoriali per la salute mentale attraverso lo sport.

Questa settimana abbiamo parlato con Leonardo Sbolci, coordinatore del progetto a Firenze, per farci raccontare la fase operativa dell’intervento: “Collaboriamo dall’inizio con l’unità funzionale salute mentale della Asl di Firenze. Abbiamo condiviso la pianificazione del progetto e l’individuazione degli spazi migliori per le attività scelte, pallavolo, calcio e fit-walking. Gli incontri si tengono una volta a settimana per ogni attività: il campo di calcio è stato messo a disposizione da una società sportiva di Firenze sud, la palestra per la pallavolo è quella della scuola media Don Milani, che ci è stata concessa dal comune di Firenze. Il fit-walking si svolge ogni venerdì su percorsi individuati e studiati con i Centri di salute mentale, con i quali ci impegniamo a sperimentare sempre strade nuove, che dalla città ci portano nel verde dei dintorni di Firenze”.
Gli utenti del progetto, tutti adulti, sono una dozzina per il calcio, 10 per la pallavolo e quattro per il fit-walking: lavorano con gli operatori tecnici supportati da due operatrici sociali e due volontari che si sono messi a disposizione del progetto.
“Pallavolo e calcio sono attività aperte - racconta Sbolci - a cui possono accedere amici, parenti e conoscenti, anche se spesso gli orari non sono conciliabili con gli impegni lavorativi. Il nostro obiettivo è proprio quello di rendere accessibile la nostra proposta a tutta la cittadinanza, per permettere la cancellazione di pregiudizi e stigma. Vorremmo dare vita ad uno spazio informale, non per forza dedicato solo agli utenti dei Csm, in cui stare insieme e divertirsi. In occasione del Festival della salute mentale (a Firenze fino al 5 dicembre) che promuove i laboratori riferiti all’area del disagio, abbiamo organizzato un evento aperto di fit-walking al quale hanno partecipato amici e parenti”.

Qual è la reazione degli utenti?
“Si è creato un ottimo rapporto con utenti e operatori, la mia sensazione è che tutti siano interessati a continuare, e noi stiamo studiando dei percorsi di sostenibilità per riproporre l’attività. Vogliamo creare una rete sul territorio, con associazioni, istituzioni e volontariato, che porti ad una prosecuzione dell’attività nel momento in cui finirà la parte finanziata dal ministero. I CSM stessi ci hanno segnalato quanto sia importante continuare, allargando l'esperienza anche ad altri sport. Intanto, prima della fine del progetto, faremo eventi spot con il cricket, grazie al Fiorentina cricket club formato da cittadini srilankesi che hanno dimostrato grande disponibilità ad interagire con queste realtà, il nuoto insieme alla Lega nuoto Uisp fiorentina, e l'atletica, insieme alla Società Le torri, che ha già lavorato con noi nel carcere di Sollicciano con ottimi risultati”. (E.F.)

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