Progetti

Disabilità e disagio mentale

L'Uisp è convinta che lo sportpertutti possa e soprattutto debba avere un ruolo importante e debba assumere piena consapevolezza del proprio compito di costruzione e di mantenimento di relazioni solidali, contribuendo a contrastare l’isolamento e l’emarginazione derivanti dalla malattia, dalla disabilità o dal disagio mentale: sono proprio la pratica motoria e sportiva che, oltre ad avere effetti positivi dal punto di vista della prevenzione, cura e riabilitazione, hanno anche l’indispensabile funzione di creare relazioni di comunità, di coinvolgere tutti, ognuno secondo le sue capacità, competenze e saperi,  nella costruzione del benessere collettivo, che è un fatto che riguarda non soltanto chi cura e chi viene curato.

Un punto fondamentale, centrale nelle politiche dell’Uisp per la salute mentale (e per la salute e per la promozione del benessere in generale), è infatti la partecipazione attiva di utenti, familiari, operatori e cittadini nei servizi di salute mentale per garantire buone cure in tutta Italia e per costruire la salute come bene comune.

È su questo nucleo forte di significato e di valore che l’Uisp sta costruendo le sue campagne, i progetti e le iniziative che riguardano disabilità e salute mentale, da Matti per il Calcio a progetti come Compagni di Cordata, Capitan Uncino, Sportivamente e Abili per lo Sport, passando per le iniziative locali dei comitati territoriali, dei regionali e delle leghe, aree e coordinamenti di attività; ed è intorno a questo importante obiettivo che stiamo provando a intrecciare le azioni dei vari progetti, iniziative e campagne nell’ottica della costruzione di un quadro di riferimento per le azioni coerente e di un sentire comune a livello nazionale, oltre che in vista della riproducibilità e sostenibilità delle azioni stesse.

D’altra parte, per un’associazione come la Uisp, che interpreta consapevolmente il suo ruolo di associazione sportiva che sta nel sociale, abituata a portare la pratica motoria e sportiva e il gioco proprio in quelle zone di margine e in quei luoghi di discriminazione che sono anche le periferie urbane in difficoltà, le case circondariali e gli istituti minorili, tutto questo non costituisce una novità, ma un compito e un impegno costante da anni.

 

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