Progetti

La nuova carta dei diritti delle donne nello sport

Tra un mese la presentazione a Bruxelles: non solo enunciazione di principi ma anche proposte concrete per realizzare pari opportunità di accesso ai ruoli dirigenti di società

La “Carta dei diritti delle donne nello sport” è una tappa importante dell’elaborazione Uisp. Scritta nella metà degli anni ’80 ad opera del Coordinamento donne di allora, fu fatta propria dal Consiglio d’Europa. A venticinque anni di distanza è stata ripresa in mano dall’Uisp e da altre associazioni europee della rete Isca (International sport and culture association) con l’obiettivo di essere aggiornata e rilanciata. E’ nato così il progetto "Olympia- equal opportunities via and within sport" che, dopo oltre un anno di lavoro, annuncia il rapporto conclusivo. “Tra un mese presenteremo a Bruxelles la nuova Carta dei diritti delle donne nello sport – dice Daniela Conti, dirigente nazionale Uisp e responsabile del progetto – saranno invitate tutte le associazioni con le quali abbiamo condiviso il lavoro, gli europarlamentari e i funzionari dell’Unità sport che ci hanno sostenuto. Non si tratta soltanto dell’enunciazione di principi attraverso un testo che, ci auguriamo, venga assunto anche a livello istituzionale. Abbiamo cercato di fare anche proposte concrete per realizzare pari opportunità di accesso ai ruoli dirigenti di società, Federazioni e organizzazioni sportive internazionali”.

“Siamo partite da un diritto non ancora realizzato e abbiamo messo insieme diversi dati che dimostrano che la strada è ancora lunga. La sociologa danese Gertrud Pfister presenterà una ricerca dalla quale risulta, ad esempio, che su 52 federazioni sportive europee soltanto 4 hanno donne nei rispettivi board, ovvero nei massimi organismi dirigenti. A livello mondiale su 70 federazioni soltanto 5 hanno un presidente donna. Questi dati appaiono ancor più sconfortanti se confrontati con il forte aumento della pratica sportiva femminile, registrato da Eurobarometro soprattutto in questi ultimi anni”.

“Lo sport non parla donna anche a livello dei media: abbondano gli stereotipi, l’uso dell’immagine femminile è strumentale, le giornaliste donne hanno poco spazio nelle redazioni sportive e gli sport femminili non vengono seguiti dai giornali. Il progetto Olympia – prosegue Daniela Conti – vuole proporre anche una serie di accorgimenti per migliorare l’accesso delle donne alle pratiche sportive, anche proponendo di adattare modalità organizzative a nuove esigenze sociali. Pensiamo alle donne musulmane, in assenza di specifici adattamenti degli spazi, vengono automaticamente escluse dall’accesso allo sport”.
(I.M.)

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