Progetti

PERCORSI INDYSCIPLINATI

Stili di vita attivi e sport di strada per la tutela dell'adolescenza

 

 

Durata: 12 mesi: 17 Luglio 2013 - 16 Luglio 2014

Territorio d'intervento: Il progetto ha valenza Nazionale. Le iniziative previste si sono svolte in 10 città: Barletta, Bergamo, Genova, Messina, Nuoro, Padova, Pisa, Reggio Emilia, Torino, Trieste. I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato alla sperimentazione sono stati circa 1500.

 


Ente finanziatore: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della legge 383/2000 – F/2012

 

SINTESI:
Il progetto ha messo a frutto il patrimonio Uisp di esperienze diffuse sul terreno degli stili di vita attivi e degli sport destrutturati per gli adolescenti. La proposta, a forte carattere sperimentale, ha inteso contrastare la sedentarietà e l’abbandono sportivo tra i ragazzi, attraverso lo sviluppo di 10 laboratori, nella scuola e nell’extrascuola, per la pratica di sport di strada. Si tratta di attività destrutturate, postmoderne, come il parkour, la street dance, l’hip hop, gli sport della glisse (scivolamento) praticati con skate, monopattini, lo snowboard, le giocolerie (che esaltano la maestria e le abilità manuali).

Il campo di azione è la strada, dove i ragazzi “orientati all’avventura” si auto-organizzano lontano dai luoghi tradizionali dello sport, in autonomia e con grande libertà espressiva; sono esperienze basate non sull’etica del sacrificio e sul risultato, sulla vittoria, ma sul coraggio, sull’estetica del talento, sulla creatività, sulla centralità delle sensazioni, delle evoluzioni acrobatiche, del valore di esperienza di gruppo. La crew è la comunità nella quale i ragazzi si riconoscono e a cui scelgono di appartenere, dove producono la loro cultura e mantengono le relazioni attraverso la rete, con i loro linguaggi espressivi, autogestendosi le attività sportive, al di fuori e spesso in contrasto con il sistema tradizionale.
La strada diviene quindi uno spazio e un tempo di azione pedagogica, dove è possibile attivare il processo educativo-relazionale attraverso pratiche che sono affini ai codici comunicativi dei ragazzi e che lasciano loro grande libertà espressiva.

 

OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI:       

  • Testare un modello di azione volto al recupero degli adolescenti all'attività motoria, a favorire le loro possibilità di aggregazione, di integrazione sociale anche di giovani migranti, e all'affermazione del diritto di accesso allo sport per tutti;
  • intercettare i bisogni espressi o latenti dei giovani che si pongono al di fuori dei consueti circuiti sportivi promuovendo tutte quelle espressioni motorie non convenzionali e agite nella realtà quotidiana;
  • favorire la costruzione di momenti di socialità reale, per contrastare il fenomeno di quella virtuale, attraverso proposte di sport destrutturati;
  • facilitare il protagonismo attivo degli adolescenti con una sperimentazione che li veda protagonisti come co - progettatori di performances, eventi dimostrativi e iniziative di comunicazione;
  • recuperare la vivibilità delle aree urbane e/o periferiche come spazi di aggregazione a carattere sportivo;
  • promuovere spazi di collaborazione fattiva tra i diversi soggetti che sul territorio sono impegnati nel mondo dell’adolescenza
  • realizzazione di film, video, documentazioni fotografiche che testimonino l’andamento e gli esiti del progetto e utilizzo dei social network per lo scambio e la contaminazione creativa tra i ragazzi

 

AZIONI E METODOLOGIA:
Le attività previste sono state progettate in funzione di una stretta integrazione tra scuola ed extrascuola. Gli interventi di promozione di uno stile di vita attivo e contro il drop out sportivo hanno previsto laboratori di sport destrutturati nelle scuole (parkour, giocoleria, danza urbana..) rivolti agli adolescenti, strettamente collegati ad attività open air e alla co-progettazione e organizzazione di eventi locali da parte dei ragazzi, secondo la metodologia della peer education, in modo da incentivare la loro autogestione delle attività.

Un ruolo essenziale di facilitatori di questo processo è stato svolto dagli educatori di strada, figure significative per i ragazzi per favorire una trasmissione empatica di saperi e abilità. Queste pratiche hanno favorito l’integrazione e l’inclusione di tutti i ragazzi e il loro diritto d’accesso, senza discriminanti di reddito e sociali, e sono state rivolte anche a giovani migranti che hanno trovato in queste attività opportunità di scambio comunicativo con i loro coetanei italiani. Il progetto ha previsto una valutazione d'efficacia da parte di un soggetto esterno con l'elaborazione di un rapporto sull’efficacia della pratica sportiva nelle politiche di tutela dell'adolescenza e sulla ricaduta della sperimentazione sul territorio. Un DVD finale raccoglie le esperienze delle 10 città.

 

 

 

 

 

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