Progetti

Pronti, partenza, via!: il quinto anno di progetto a Sassari e Bari

Il progetto è promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di dieci città italiane

Questo è il quinto anno del progetto “Pronti, partenza, via!”, promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di dieci città italiane (Ancona e Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini. Il progetto realizzato con l’Uisp ha coinvolto nei primi quattro anni 96.000 beneficiari tra bambini e genitori e sono 1400 i professionisti interessati nelle attività. Nel 2016 le buone pratiche consolidate in questi anni sono state proposte anche a Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea.


A Bari la campagna coinvolge gli studenti delle quarte e quinte elementari dell’istituto comprensivo Aristide Gabrielli, più una ventina della prima media, per un totale di circa cento ragazzi. “È il quarto anno che con l’Uisp siamo attivi nel quartiere San Pio, estrema periferia di Bari, in cui si svolge anche un progetto di riqualificazione urbana del comune – dice il coordinatore locale della campagna, Vito Iacovelli - Qui la dispersione scolastica è altissima, e la criminalità spaventa e chiude in casa le famiglie. Il nostro lavoro è molto apprezzato dai cittadini e dalla direttrice della scuola, che è l’unica del quartiere. Infatti, ha messo a nostra disposizione uno spazio inutilizzato di un plesso scolastico per la creazione di un centro sportivo, che rimanga anche in futuro a disposizione della cittadinanza. Ora siamo in attesa di completare tutti passaggi burocratici necessari all’assegnazione dello spazio”.

“Noi proponiamo attività in orario curriculare, che comprendono incontri con esperti e la cura dell’orto didattico. In orario pomeridiano, invece, teniamo corsi di avviamento allo sport e di educazione alimentare rivolta agli insegnanti e ai genitori. Come attività motoria quest’anno ci stiamo concentrando sui giochi di squadra, come pallavolo e pallacanestro. Gli operatori coinvolti sono tre, e collaborano con noi altre figure professionali: un pediatra, una giornalista e una sociologa”.

A Sassari l’Uisp ha incontrato qualche difficoltà legata al commissariamento della provincia e dell’Asl, quindi non può più utilizzare lo spazio riqualificato dell’ex ospedale psichiatrico di Rizzeddu. “È il quinto anno che partecipiamo a “Pronti, partenza, via!”, con sei operatori coinvolti a scuola e tre nel doposcuola – dice Loredana Barra, referente per i rapporti con le scuole dell’Uisp Sassari, mentre la coordinatrice locale della campagna è Laura Caggiari - Non potendo utilizzare gli spazi di Rizzeddu, abbiamo previsto un piano alternativo che ci permette di lavorare con 16 classi della scuola primaria Ottavo circolo, raggiungendo più di 300 bambini. Per quest’anno abbiamo pensato ad una proposta innovativa con cui affrontiamo anche il tema del bullismo: insegniamo ai ragazzi krav maga, una disciplina orientale che insegna ai bambini il controllo del corpo. Il contrasto fisico, inserito nella filosofia delle discipline orientali, senza farsi male, favorisce infatti la conoscenza e il rispetto reciproco. Dagli incontri con insegnanti e dirigenti era emersa la presenza di questa problematica, soprattutto nelle ultime classi, quindi lavoriamo sulla prevenzione del bullismo attivo e passivo”.

“Per le attività del doposcuola, invece, la dirigente ci ha concesso uno spazio all’interno della scuola in cui svolgiamo attività a carattere prettamente sportivo: per ora basket poi da fine marzo, con la bella stagione, faremo orienteering. La nostra intenzione è attivare il servizio pedibus da costruire insieme ai bambini: organizzeranno loro le stazioni dopo aver conosciuto meglio il loro quartiere. Sono previsti eventi di educazione stradale collegati all’orienteering: costruiremo una pista all’esterno della scuola in cui i bambini si cimenteranno con monopattini e biciclette, in seguito affronteranno un test che gli permetterà di ottenere la "patente P, piedi e pedali". Inoltre, le prime tre classi affrontano anche l’educazione alimentare attraverso l’attività motoria e gioco”. (Elena Fiorani)

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